Sono arrivata a Pegognaga domenica sera.
Passeggiando per il centro mi sono subito resa conto della delicatezza del compito a cui ero stata assegnata: il silenzio me lo illustrava, le case abbattute, le crepe, gli edifici importanti in gran parte già ricostruiti, la cordialità delle persone, la loro umiltà.
Adriana viene da Pisa. Ha lavorato con i bambini piccoli (prima elementare). Ci ha lasciato delle riflessioni sulla sua prima settimana di volontariato; continuerà ad aiutarci anche la prossima settimana.
Sono stata da subito entusiasta , ma -dopo una partenza energetica - ho guardato e ascoltato i bimbi e ho letto nei loro volti molte sofferenze.Non nego che ci sono stati anche molti momenti di confronto con i colleghi perché la situazione era molto difficile per me e delicata da gestire. Il mio gruppo era formato inizialmente da due bimbi di età compresa tra i 4 e i 6anni, quella fascia di competenza con la quale lavoro tutto l'anno,ma in seguito il gruppo è cresciuto a dismisura e la fascia di età è diventata mista- numerosa -varia.
Il punto di vista sulle cose. TRASFORMAZIONE la parola che più ci accomunava , così la fantasia e la creatività sono state una risorsa per migliorare la realtà, e non per rifuggirla.
Questo è il filo conduttore delle esperienze che ciascun gruppo di lavoro ha condottto durante le attività del campo.
Le attività della mattinata vedono i cinque gruppi impegnati nella riflessione attiva sui concetti di “positività” e “negatività” resi attraverso quelli della Luce e dell’Ombra. Ciascun gruppo promuove riflessione e attività per evidenziare la trasformazione dal negativo al positivo, attraverso l’uso della creatività e della condivisione di parole, oggetti, sperimentazioni.Partendo dai cartelloni collettivi prodotti nei giorni precedenti attraverso l'uso del colore i bambini si sono riappropriati dei segni rendendoli pezzi da riordinare con cui giocare attraverso la loro immaginazione, assegnandogli un nuovo significato un percorso che dal segno o colore viene “decontestualizzato” e rivisto in una chiave di sogni e immagini tramite la fantasia trasformarlo poi in un racconto o una storia.
A livello relazionale - che poi è quello che più ci fa riflettere essendo più autentico e diretto- ho notato che all'inizio mi sono sentita un pò studiata , ma da subito si è poi instaurata la voglia di fidarsi, aprirsi e confidarci le loro più intime paure.
La mia esperienza continua: spero di poter fare di meglio e ancora di più!

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