La mattinata si
sviluppa nel lavoro dei singoli gruppi, che rielaborano e proseguono
il tema “trasformazione” cui è dedicato l’intero campo.
Il gruppo n. 1
coordinato da Adriana, composto dai più piccini, lavora a partire
dai cartelloni prodotti il giorno prima. I bambini si riappropriano
dei segni di “luce” e “ombra” rendendoli pezzi da riordinare,
cui assegnare un nuovo significato, con cui costruire un nuovo ordine
dopo averli smembrati dal cartellone di partenza, chi attraverso
forme regolari, chi attraverso gestualità spontanee come gli
strappi. Il percorso conduce dal segno o colore “decontestualizzato”
al nuovo ordine di cui tale segno diventa parte con
l’intervento di osservazione e riflessione di ciascuno, promuove il
moltiplicarsi di nuove immagini e dei loro nuovi significati.
Il gruppo n. 2
coordinato da Dania lavora su un analogo percorso progettuale,
arricchito di riflessioni che mostrano come da “segni d’ombra”
possano fiorire, grazie alla trasformazione, immagini positive e
vitali, come una spiaggia al mare o un tornado di cui emerge la
spirale energetica del vortice data dalla gestualità iniziale che ha
prodotto il segno; o ancora, dalla “luce” esce un cremoso gelato.
Tali riflessioni concentrate in una sorta di “mappa di parole”
costituiscono la traccia interpretativa dei lavori di ciascuno.
Il gruppo n. 2
coordinato da Dania lavora su un analogo percorso progettuale,
arricchito di riflessioni che mostrano come da “segni d’ombra”
possano fiorire, grazie alla trasformazione, immagini positive e
vitali, come una spiaggia al mare o un tornado di cui emerge la
spirale energetica del vortice data dalla gestualità iniziale che ha
prodotto il segno; o ancora, dalla “luce” esce un cremoso gelato.
Tali riflessioni concentrate in una sorta di “mappa di parole”
costituiscono la traccia interpretativa dei lavori di ciascuno.
Il gruppo n. 3
coordinato da Enrico promuove una “trasformazione” progressiva
del segno di ciascuno nella composizione di un “animale fantastico”
risultato del lavoro di tutti: a partire da un semplice foglio
bianco, su cui il primo del gruppo traccia il proprio “segno”
identificato dal proprio colore assegnato in precedenza, a turno ogni
altro aggiunge segni e colori.
Alla fine, un animale fantastico viene
definito e descritto brevemente con un testo prodotto dal gruppo.
Il gruppo n. 4
coordinato da Rossella prosegue nella definizione delle storie
fantastiche abbozzate in precedenza da ciascuno a partire dall’acuta
osservazione di semplici oggetti a disposizione. Ciascuno definisce
al meglio la storia che accompagnerà la “nuova visione”
dell’oggetto scelto: a turno ciascuno legge la sua storia, ascolta
eventuali dubbi o suggerimenti di altri, chiarisce le sequenze che
comporranno il libretto finale.
Il lavoro di trasformazione , che
ieri ha riguardato le possibilità di vedere l’oggetto scelto da
ciascuno, oggi riguarda il testo che deve guidare e sostenere tale
nuova visione in chi leggerà la storia: le parole sono importanti,
il collegamento tra le sequenze trovate rende una storia più o meno
efficace, e tutti ne convengono ragionando insieme.
Infine, si producono
i libretti su cui scrivere e disegnare la storia: un semplice foglio
A4, ago e filo, e il libretto è pronto.
Accompagna l’intero
lavoro la lettura di una “favola al telefono” di Rodari e
l’osservazione di un paio di libri illustrati da Bruno Munari.
Il gruppo n. 5
coordinato da Daniela prosegue il lavoro di “trasformazione”
legato alle linee e alla gestualità del segno già iniziato con il
laboratorio di pittura.
Ciascuno rappresenta
l’acqua, la luce, la “follia delle linee”, la disarmonia degli
eventi e molto altro attraverso le proprie linee, progressivamente
pulite, selezionate, rese essenziali e significative dalla conoscenza
della propria gestualità e dalla relazione con il proprio segno.
Infine, i lavori
sono impaginati in libri espressivi ed essenziali insieme.
***
Il risultato della
mattinata di lavoro di tutti i gruppi consiste in una colorata serie
di diversi tipi di “libri”, che il Campo donerà alla biblioteca
della “nuova scuola” di Pegognaga.
La giornata si
conclude al parco, in cui il pomeriggio trascorre tra favole da
ascoltare e proseguire insieme, giochi liberi con regole decise dal
gruppo, piccoli esercizi di Fantastica suggeriti dalle tecniche di
Rodari.









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